Mariotto Segni ci riprova, ma stavolta occorre dirgli di NO
Ieri sera, in compagnia di un altro liberapisano (ciao Luca N.), sono andato alla conferenza promotrice del referendum elettorale di Segni & Guzzetta 2 The Revenge.
Tra i relatori, nella striminzita stanzetta dell'Hotel Victoria recuperata nel mezzo tra una cucina ed una mostra di quadri, vi erano:
- Guzzetta, cioè colui che ha guidato la redazione dei quesiti referendari
- il deputato diessino Marco Filippeschi
- il senatore aennino Mugnai
- Fontanelli (il sindaco di Pisa)
- un arzillo vecchietto di cui mi è sfuggito il nome, che faceva da conduttore ed adulatore di Fontanelli
I suddetti hanno trascorso quasi tutta la serata a parlar male del Porcellum (la legge-porcata di Calderoli) ed in minor misura del Mattarellum (il 75-25 che fino all'anno scorso non aveva nessun amante ma che ora tanti citano positivamente).
Oddio, fino a qui sono stato d'accordo.. tutto molto interessante, condito con interventi - spesso condivisibili - di critica all'esistente ed al passato:
- il 22mila-partitismo
- l'instabilità di governo
- le candidature multiple dei singoli candidati in più collegi
- ...
D'altronde i lettori di questo blog che sono anche stati lettori dei miei post sul vecchio sito su altervista, certamente si ricorderanno la campagna che lanciai contro il Porcellum (immancabilmente difeso dal buon Leonardo).
La questione cardine dell'incontro, ossia la presentazione dei quesiti del referendum, è stata però evasa dal dibattito e relegata ad un fugace accenno su un minuscolo volantino che ho letto solo perché mi è stato passato da Luca N. (lui è favorevole alla rivoluzione di Guzzetta & company).
Comportandosi come dottori che per rifilare un loro medicinale non descrivono il medicinale stesso, i suoi dettagli, i suoi effetti e le sue controindicazioni... ma solo rimarcando i sintomi della malattia, i relatori non mi hanno certo spinto verso l'accettare quel medicinale. Mi hanno semmai indispettito per aver tentato di farmi fare il salto logico dall'esistenza della malattia al dover prendere proprio QUEL loro medicinale.
Ma a parte questo, scendo nei dettagli del referendum, che consta di 3 domande ai cittadini.
Le prime due propongono di attribuire il premio di maggioranza alla lista più votata, rispettivamente alla Camera ed al Senato, ed introducono soglie di sbarramento del 4 e dell'8%.
La terza vuole invece abrogare la facoltà di candidatura multipla.
Parto da ciò che c'è di buono, ossia dal solo quesito a cui risponderò positivamente, ossia il terzo: lo condivido pienamente. Noto tuttavia che è incompleto, poiché doveva essere rimesso in vigore (e colpevolmente ciò non è avvenuto) anche il sistema delle preferenze, strettamente correlato (ma non implicato) allo scandalo delle candidature multiple.
Le prime due richieste, invece, le ritengo da rifiutare senza appello. Con esse:
- le soglie di sbarramento diverrebbero decisamente troppo alte, uccidendo la rappresentatività della pluralità delle idee, spingendo la dialettica parlamentare dalle diverse gradazioni di grigi allo scontro bianco versus nero, o ancor peggio al grigio contro grigio.
- verrebbe introdotto il bipartitismo al posto del bipolarismo. I promotori del referendum secondo me non comprendono un aspetto evidente: una volta introdotto il bipartitismo le divisioni tra partiti nella coalizione si tramuterebbero in divisioni tra correnti nel partito, con l'aggravante che le seconde sono ulteriormente meno trasparenti delle prime.
E poi che noia. Ma possibile che in questo Paese si debba sempre (tutti gli anni!!!) perder tempo a parlare di legge elettorale invece dei problemi concreti dei cittadini?
Sarà mica proprio questa elusione il fine ultimo di tanto effervescente dibattito in materia elettorale?